Calendario: al passo con i tempi in linea con i mercati
Se la
bellezza si potesse misurare a suon di calendari i conti sarebbero presto
fatti. Bionde, more, rosse, ce n’è per tutti i gusti!
Alcuni
sono maliziosi, altri sono più casti. Ci sono quelli promozionali e quelli
editoriali. Insomma, belli o brutti che siano da anni i calendari dominano un
mercato in costante crescita.
Tra
veline, letterine, attrici e modelle la storia si perde nel corso del tempo. Come
archivi storici, memoria futura di un fascino che non declina mai, i calendari
hanno conosciuto fasi alterne. Difficile risalire a quello che fu il primo vero
e unico, ma una cosa è certa: il loro successo non conosce tregua. Gli
appassionati sono un gruppo sempre più nutrito. Ci sono gli eterni innamorati. Quelli
che si affezionano alla loro beniamina e anno dopo anno aspettano con
impazienza un nuovo capolavoro sexy.
Ci sono i
collezionisti, coloro che accumulano intere raccolte di “donzelle dalle grazie
svelate”. I più aspettano le new entry del momento. Corpi scolpiti dal
desiderio di apparire e lasciare un’impronta nel mondo dello spettacolo. Ci
sono le reginette dei calendari. Le insuperabili elette da un’arte maliziosa
che si sono conquistate le luci della ribalta. Alessia Fabiani, Anna Falchi,
Mascia Ferri sono solo alcuni nomi del firmamento delle stelle senza veli.
Donne che
attraversano la strada dell’inflazione con sguardo fiero e corpi sinuosi, ammiccando
seducenti all’obiettivo del fotografo.
Certo la
palma d’oro spetta al calendario Pirelli. Dal 1964 ad oggi si è affermato come
pilastro di arte e bellezza. Da 43 anni i più apprezzati artisti contribuiscono
a rendere celebre quello che comunemente viene chiamato “The Cal”. Nonostante
lo stop imposto per 10 anni tra il 1974 e il 1984 dalla recessione economica.
Inizialmente
molto casto poi passato ad un sapore più aggressivo e seducente il Calendario
Pirelli ha precorso i tempi anticipandone lo stile. L’immagine della donna viene
interpretata come femmina da valorizzare e decostruire attraverso simboli,
figure, colori e riflessi.
Fra i tanti artisti, Richard Avedon che nel 1985 ha immortalato una
giovanissima Naomi Campbell consacrandola all’olimpo della bellezza. Acerba e
sensuale musa, la splendida modella di origini londinesi si può
considerare la regina di una forma di
espressione affermata anche in Italia. Un fenomeno reso possibile grazie alle pagine
patinate del calendario della rivista Max. Che, pioniera della malizia,
presentava nel 1990 il calendario delle top model grazie alla bravura di Helmut
Newton.
Merita
inoltre una citazione speciale quello che, probabilmente (anche se risulta
impossibile verificarlo con certezza), rappresenta uno dei primi lavori mai
realizzati prima che la censura dell’Anno Santo facesse il suo corso per circa
un ventennio. Risale infatti al 1950 il calendario sexy, se così si può dire,
pubblicato dalla casa editrice C.E.N.A. di Milano. Per 30 lire era possibile
acquistare questa vera e propria opera d’arte in 12 scatti decisamente casti ma
già proiettati verso l’ideale erotico di fronte al quale nessuno ora si
scandalizza più.
Da allora la corsa agli scatti più sensuali è stata
inarrestabile. Chi non ricorda le forme prorompenti di Monica Bellucci nel 1999
imbronciata di fronte all’obiettivo del fotografo? Oppure Sabrina Ferilli che
l’anno successivo ha letteralmente scatenato il record di vendite.
Non c’è
categoria in grado di resistere al fascino di uno scatto osé. Gli esempi si
sprecano, dal Calendario delle Pescatrici, al Calendario Cofani Funebri. E
ancora, il Calendario delle Casalinghe e quello delle Contadine. Senza
tralasciare i lavori realizzati a scopo di beneficenza. Che a volte rispondono
ai volti maschili dello spettacolo, come quello realizzato nel 2006 dai
calciatori per l’Airc. Dunque chi più ne ha più ne metta, perché il filone non
pare destinato ad esaurirsi rapidamente.
Ma questi
sono solo alcuni esempi famosi di uno stile che sempre più aziende decidono di
adottare per promuovere la propria attività. E’ possibile pensare ai calendari
come ipotetici specchi riflettenti di una società fondata sul desiderio di
apparire? Si, se questo viene inteso in maniera positiva. E con essa si
riconferma la forza di uno strumento che, dislocato dalla sua essenza iniziale,
si incontra perfettamente con la capacità di coniugare imprenditorialità ed
eleganza.
Nato con
lo scopo di stupire, sedurre e imprimere uno stile personale, il calendario è diventato
un mezzo con cui valorizzare la presenza del marchio aziendale sul mercato. Che
sia un regalo con cui omaggiare clienti e fornitori oppure un articolo in
vendita che tutti possono acquistare, nel corso degli anni si è trasformato in
un vero cult. Una ragione per cui sempre più spesso le aziende si rivolgono ad
agenzie esperte nell’individuazione di location e modelle per la realizzazione
di progetti dalle grandi potenzialità. E
tra business e brand spunta la bellezza e nasce l’affare.
Informazioni sull'Autore
Madfactory Advertising
www.madfactory.it
Voto
Non ancora Votato
Commenti
Nessun commento.Scrivi un commento
Non disponi dei permessi per inserire un commento. Effettua il log in per commentare.