Concorso letterario "Controracconto 2007"

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PaginaUno – Percorsi Intellettuali
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indice per l'anno 2007 la

I Edizione del Concorso di Narrativa

Tema del concorso: L'omicidio politico

Nell’attuale mercato editoriale, il romanzo d’inchiesta, giallo o noir, rappresenta ormai una cultura pressoché egemone. Tanta passione per la morte indotta è un prodotto del nostro tempo. In un’epoca che elegge la precarietà a cultura dominante, in cui il futuro viene costantemente messo in scacco dall’assenza di strutture sociali e in cui la paura del diverso (mostrato come invasore) rende gli angoli scuri della città densi di tremendi fantasmi, è normale che per compensazione sorga negli individui il bisogno di sicurezza. Il desiderio di cercare protezione nelle istituzioni. Ecco allora il fitto proliferare di fiction televisive zeppe di carabinieri buoni e di poliziotti al servizio del cittadino, e di romanzi gialli prodotti a ciclo continuo.
Tuttavia, in questa grande kermesse istituzionale, manca una categoria fondamentale: l’omicidio di matrice politica. Una rimozione non casuale e che ha una spiegazione semplice: l’impossibilità di soddisfare, per le dinamiche che lo caratterizzano, le esigenze del lettore e insieme di garantire quel consenso che sempre deve raccogliersi intorno alle strutture di potere. E come potrebbe essere diversamente?
Per una questione di verosimiglianza esistono infatti alcune regole chiare che marcano la differenza tra un giallo politico e tutti gli altri, regole che nessuna scuola di scrittura ha mai scritto, ma che la Storia italiana, così come non viene raccontata “in chiaro”, involontariamente ha stabilito e che oggi rendono di fatto inaccettabile questo genere di letteratura da un punto di vista editoriale.

- Non esiste omicidio eccellente senza la collaborazione di quelle stesse istituzioni preposte a svelare la verità;
- la costante di questi omicidi, dei finti suicidi e delle numerose stragi di Stato è il silenzio. Il buio pesto che inevitabilmente, sempre cala su qualunque ipotesi di verità che metta in crisi il sistema vigente;
- non esistono servizi segreti deviati. Esistono i servizi segreti e punto;
esiste una forma istituzionalizzata di omertà, la cui definizione nobile è: spirito di corpo. Il che significa che non bisogna aspettarsi pentiti tra i poliziotti;
- dietro a questi omicidi si nascondono, sempre!, grandi interessi economici e precise esigenze politiche a cui necessariamente i tre poteri (più i mezzi di comunicazione) devono sottostare;
- l’impunità garantita agli esecutori e ai loro mandanti.

Può essere considerata, quest’ultima, la madre di tutte le altre: il mistero di simili trame, infatti, raggiunge la perfezione solamente al momento della sentenza, nella colpevole incapacità delle istituzioni di stabilire una verità definitiva a crimini che abbiano attinenza con l’esercizio del potere. Realtà che rende l’omicidio politico il delitto perfetto per antonomasia. Il che è una tragedia per una nazione, ma un grande vantaggio per uno scrittore, perché questo vuoto garantisce un ampio raggio d’azione alla narrativa nonché una straordinaria estensione alla definizione di “omicidio politico”.
Ci si accorge allora che i famosi misteri d’Italia sono dei miseri segreti di Pulcinella, che solamente l’impossibilità di accesso alle prove rende fitti e intricati.

Ecco, allora, a disposizione dei partecipanti al concorso (ma i racconti non devono necessariamente trarre spunto da fatti realmente accaduti), un elenco di morti eccellenti che aiuteranno a definire che cosa intendiamo per Omicidio politico: Aldo Moro; il “malore attivo” di Pinelli, la strage di Piazza Fontana e la misteriosa morte di alcuni personaggi che vi sono stati coinvolti da protagonisti, come il militante neofascista Armando Calzolari e il commissario Calabresi; il suicidio di Calvi, il suicidio di Sindona e quello più recente di Adamo Bove; il malore notturno di Papa Luciani; la strage di via Fracchia; e ancora: i suicidi dell’On. Verga e di Raul Gardini, le bombe di Capaci e di via D’Amelio, l’esecuzione del generale Dalla Chiesa… e centinaia di altri casi simili a questi che costellano la Storia d’Italia.
E’ probabile che a qualcuna delle morti sopra elencate non venga riconosciuta una matrice politica, ed è proprio perché questa convinzione è tuttora assai diffusa che PaginaUno ha deciso di indire il concorso letterario: “Il controracconto”.


Bando e regolamento del Concorso:

1. Il tema del concorso "Controracconto 2007" è "L'omicidio politico"

2. La partecipazione al concorso “Controracconto” 2007 è gratuita. Non prevede alcuna quota di iscrizione.

3. Ogni autore potrà inviare un solo racconto, rilasciato con licenza CREATIVE COMMONS Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5.
In calce al testo inviato, andrà quindi riportata la seguente dicitura:
“Questo racconto è rilasciato con licenza Creative Commons-Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia. Il testo integrale della licenza è disponibile all’indirizzo http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/

4. I racconti devono essere in lingua italiana, non devono essere stati pubblicati in precedenza, né in cartaceo né sul web, e non devono essere stati premiati in altri concorsi. I racconti dovranno essere dattiloscritti e non superare le 15 cartelle (60 battute per 30 righe, per un totale max di 27.000 battute, spazi compresi)

5. I lavori dovranno pervenire in tre copie, delle quali solo la prima firmata e recante i dati relativi all'autore: nome, cognome, indirizzo, data di nascita, recapito telefonico e indirizzo e-mail. Sulla medesima copia l'autore dovrà dichiarare che il racconto è originale, inedito e autorizzare il trattamento dei propri dati con la seguente dicitura:
“Ai sensi della legge 196/2003 a tutela della privacy, autorizzo espressamente la rivista PaginaUno – Percorsi Intellettuali al trattamento dei miei dati personali limitatamente agli scopi del concorso Controracconto 2007”.
Una copia dovrà essere inoltre inviata su dischetto o CD, come file .doc (per Word 95 o superiori)


6. I racconti dovranno pervenire entro e non oltre il 20 novembre 2007 e dovranno essere inviati a:

PaginaUno – Controracconto
c/o McNelly S.r.l.
Via Villa, 44
20057 Vedano al Lambro (MI)

7. La Giuria, presieduta dallo scrittore Walter G. Pozzi, direttore editoriale di PaginaUno, sceglierà a suo insindacabile giudizio il migliore tra i racconti pervenuti

8. La Giuria si riserva inoltre di segnalare ulteriori racconti, pubblicando il nome degli autori

9. Il racconto verrà scelto dalla Giuria entro il 31 dicembre 2007 e premiato con:

  • un abbonamento annuale gratuito alla rivista PaginaUno
  • la pubblicazione sulla rivista PaginaUno n°6 (febbraio/marzo 2008)

La premiazione avverrà nel corso di uno degli eventi di presentazione della rivista PaginaUno (numero 6 – febbraio/marzo 2008) nella zona di Milano. Data e luogo precisi verranno pubblicati in tempo utile sul sito www.rivistapaginauno.it e comunicati al vincitore a mezzo posta ed e-mail.


10. Il materiale inviato non verrà restituito. Per la partecipazione al concorso non sono previsti altri corrispettivi che non i premi al punto 9. L'invio del materiale da parte degli autori e la conseguente partecipazione al concorso implicano l'incondizionata accettazione del presente regolamento

11. Per ulteriori informazioni inviare una mail a info@rivistapaginauno.it

Informazioni sull'Autore

PaginaUno - Percorsi Intellettuali è una rivista culturale nazionale di pensiero critico, sociologia, filosofia e politica, che punta ad essere una rivista di scrittori per scrittori e attenti lettori. Pubblica racconti inediti. 

Voto

5.00

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