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Tema del concorso: L'omicidio politico
Nell’attuale mercato editoriale, il romanzo d’inchiesta,
giallo o noir, rappresenta ormai una cultura pressoché egemone.
Tanta passione per la morte indotta è un prodotto del nostro
tempo. In un’epoca che elegge la precarietà a cultura dominante,
in cui il futuro viene costantemente messo in scacco dall’assenza
di strutture sociali e in cui la paura del diverso (mostrato come invasore)
rende gli angoli scuri della città densi di tremendi fantasmi,
è normale che per compensazione sorga negli individui il bisogno
di sicurezza. Il desiderio di cercare protezione nelle istituzioni.
Ecco allora il fitto proliferare di fiction televisive zeppe di carabinieri
buoni e di poliziotti al servizio del cittadino, e di romanzi gialli
prodotti a ciclo continuo.
Tuttavia, in questa grande kermesse istituzionale, manca una categoria
fondamentale: l’omicidio di matrice politica. Una rimozione non
casuale e che ha una spiegazione semplice: l’impossibilità
di soddisfare, per le dinamiche che lo caratterizzano, le esigenze del
lettore e insieme di garantire quel consenso che sempre deve raccogliersi
intorno alle strutture di potere. E come potrebbe essere diversamente?
Per una questione di verosimiglianza esistono infatti alcune regole
chiare che marcano la differenza tra un giallo politico e tutti gli
altri, regole che nessuna scuola di scrittura ha mai scritto, ma che
la Storia italiana, così come non viene raccontata “in
chiaro”, involontariamente ha stabilito e che oggi rendono di
fatto inaccettabile questo genere di letteratura da un punto di vista
editoriale.
- Non esiste omicidio eccellente senza la collaborazione di quelle stesse
istituzioni preposte a svelare la verità;
- la costante di questi omicidi, dei finti suicidi e delle numerose
stragi di Stato è il silenzio. Il buio pesto che inevitabilmente,
sempre cala su qualunque ipotesi di verità che metta in crisi
il sistema vigente;
- non esistono servizi segreti deviati. Esistono i servizi segreti e
punto;
esiste una forma istituzionalizzata di omertà, la cui definizione
nobile è: spirito di corpo. Il che significa che non bisogna
aspettarsi pentiti tra i poliziotti;
- dietro a questi omicidi si nascondono, sempre!, grandi interessi economici
e precise esigenze politiche a cui necessariamente i tre poteri (più
i mezzi di comunicazione) devono sottostare;
- l’impunità garantita agli esecutori e ai loro mandanti.
Può essere considerata, quest’ultima, la madre di tutte
le altre: il mistero di simili trame, infatti, raggiunge la perfezione
solamente al momento della sentenza, nella colpevole incapacità
delle istituzioni di stabilire una verità definitiva a crimini
che abbiano attinenza con l’esercizio del potere. Realtà
che rende l’omicidio politico il delitto perfetto per antonomasia.
Il che è una tragedia per una nazione, ma un grande vantaggio
per uno scrittore, perché questo vuoto garantisce un ampio raggio
d’azione alla narrativa nonché una straordinaria estensione
alla definizione di “omicidio politico”.
Ci si accorge allora che i famosi misteri d’Italia sono dei miseri
segreti di Pulcinella, che solamente l’impossibilità di
accesso alle prove rende fitti e intricati.
Ecco, allora, a disposizione dei partecipanti al concorso (ma i racconti
non devono necessariamente trarre spunto da fatti realmente accaduti),
un elenco di morti eccellenti che aiuteranno a definire che cosa intendiamo
per Omicidio politico: Aldo Moro; il “malore attivo” di
Pinelli, la strage di Piazza Fontana e la misteriosa morte di alcuni
personaggi che vi sono stati coinvolti da protagonisti, come il militante
neofascista Armando Calzolari e il commissario Calabresi; il suicidio
di Calvi, il suicidio di Sindona e quello più recente di Adamo
Bove; il malore notturno di Papa Luciani; la strage di via Fracchia;
e ancora: i suicidi dell’On. Verga e di Raul Gardini, le bombe
di Capaci e di via D’Amelio, l’esecuzione del generale Dalla
Chiesa… e centinaia di altri casi simili a questi che costellano
la Storia d’Italia.
E’ probabile che a qualcuna delle morti sopra elencate non venga
riconosciuta una matrice politica, ed è proprio perché
questa convinzione è tuttora assai diffusa che PaginaUno ha deciso
di indire il concorso letterario: “Il controracconto”.
Bando e regolamento del Concorso:
2. La partecipazione al concorso “Controracconto” 2007 è gratuita. Non prevede alcuna quota di iscrizione.
3. Ogni autore potrà inviare un solo racconto,
rilasciato con licenza CREATIVE COMMONS Attribuzione-Non commerciale-Non
opere derivate 2.5.
In calce al testo inviato, andrà quindi riportata la seguente
dicitura:
“Questo racconto è rilasciato con licenza Creative Commons-Attribuzione-Non
commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia. Il testo integrale della
licenza è disponibile all’indirizzo http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/”
4. I racconti devono essere in lingua italiana, non devono essere stati pubblicati in precedenza, né in cartaceo né sul web, e non devono essere stati premiati in altri concorsi. I racconti dovranno essere dattiloscritti e non superare le 15 cartelle (60 battute per 30 righe, per un totale max di 27.000 battute, spazi compresi)
5. I lavori dovranno pervenire in tre copie, delle
quali solo la prima firmata e recante i dati relativi all'autore: nome,
cognome, indirizzo, data di nascita, recapito telefonico e indirizzo
e-mail. Sulla medesima copia l'autore dovrà dichiarare che
il racconto è originale, inedito e autorizzare il trattamento
dei propri dati con la seguente dicitura:
“Ai sensi della legge 196/2003 a tutela della privacy, autorizzo
espressamente la rivista PaginaUno – Percorsi Intellettuali al
trattamento dei miei dati personali limitatamente agli scopi del concorso
Controracconto 2007”.
Una copia dovrà essere inoltre inviata su dischetto o CD, come
file .doc (per Word 95 o superiori)
6. I racconti dovranno pervenire entro e non oltre il 20 novembre
2007 e dovranno essere inviati a:
PaginaUno – Controracconto
c/o McNelly S.r.l.
Via Villa, 44
20057 Vedano al Lambro (MI)
7. La Giuria, presieduta dallo scrittore Walter G. Pozzi, direttore editoriale di PaginaUno, sceglierà a suo insindacabile giudizio il migliore tra i racconti pervenuti
8. La Giuria si riserva inoltre di segnalare ulteriori racconti, pubblicando il nome degli autori
9. Il racconto verrà scelto dalla Giuria entro il 31 dicembre 2007 e premiato con:
La premiazione avverrà nel corso di uno degli eventi di presentazione della rivista PaginaUno (numero 6 – febbraio/marzo 2008) nella zona di Milano. Data e luogo precisi verranno pubblicati in tempo utile sul sito www.rivistapaginauno.it e comunicati al vincitore a mezzo posta ed e-mail.
10. Il materiale inviato non verrà restituito. Per la partecipazione
al concorso non sono previsti altri corrispettivi che non i premi al
punto 9. L'invio del materiale da parte degli autori e la conseguente
partecipazione al concorso implicano l'incondizionata accettazione del
presente regolamento
11. Per ulteriori informazioni inviare una mail a info@rivistapaginauno.it
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