Il trucco c’è e si vede.
Tra la certezza di divertirsi e la mera possibilità di far soldi, il valore del mercato globale del gioco d’azzardo è aumentato, nel 2006, di più del 50 per cento rispetto al 2005. L’espansione è inarrestabile quasi quanto il gigantismo crescente delle promesse di marketing delle case da gioco. A frapporsi tra l’arte dell’imbonire e la truffa vera e propria, sta qualche sporadica vincita milionaria, improbabile quanto possibile e perciò scudo di ogni iperbole propagandistica.
Casinò online e portali che dichiarano con chiarezza che il gioco è solo un modo per divertisi sono rari come mosche bianche e invece il consumatore ha più che mai bisogno di orientarsi. Tanto più infrequenti sono i casinò che indicano con chiarezza la spesa minima cui il giocatore va incontro. Non facciamoci fregare dal bonus… e alcuni, per la verità pochissimi, portali lo dicono esplicitamente (www.gamblersworld.info). Certo un marketing eticamente corretto non è diffuso nel gioco d’azzardo ma nel momento in cui il fenomeno assume dimensioni di massa è lecito aspettarselo. Se le strategie comunicative delle case da gioco non cambieranno, le autorità a tutela dei consumatori reclameranno provvedimenti, è facile prevederlo. Le cointeressenze dello Stato nelle attività legate al gioco d’azzardo consentono l’attuale declino etico della comunicazione pubblicitaria del settore e, anche nei Paesi in cui il gioco d’azzardo è riservato al monopolio di Stato, questa apparente limitazione ha finito per tradursi in un fattore di espansione. Tuttavia, come è accaduto, per i tabacchi, saranno le dimensioni stesse della diffusione del gioco a imporre una tutela del consumatore.
Con il Web, sull’intero pianeta la spesa in gioco è aumentata di più del 50 per cento rispetto al 2005, di cui il 20 per cento online. Nel solo Regno Unito il mercato delle scommesse online è raddoppiato, dal 2001 a oggi. Nel Regno Unito (Morse - business and technology consultancy,) l'online gambling è un abitudine diffusa anche in ufficio e coinvolge il 30 per cento degli impiegati.
Il fatto è che si moltiplicano i siti che vendono l'illusione di cambiare vita.
Secondo Juniper Research, nel 2011 il mercato delle scommesse su telefono cellulare raggiungerà i 16 miliardi di dollari. Una crescita enorme se si pensa che nello scorso anno sono stati spesi in giochi a premi su telefonino 1,5 miliardi scarsi.
L’offerta di gioco d’azzardo si è enormemente differenziata al fine di raggiungere tutte le fasce sociali, professionali ed economiche.
Il Gambling addiction and its treatment within the NHS della British Medical Association (BMA) avverte che il gioco e le scommesse a distanza, quelli online, via telefonia mobile e via tv interattiva, sono in grado di abbassare le difese tradizionali del consumatore.
Siti disponibili 24 ore su 24, anonimato, l’impalpabile denaro virtuale, aggiunti alla pratica della gratuità per le prime puntate e dei primi risultati straordinariamente favorevoli… Come dire di no?
Se è vero che nel mondo, il gioco d’azzardo è proibito solo negli Stati a regime dittatoriale occorre riflettere che tale correlazione inversa attinge alla componente ludica del gioco d’azzardo quasi che sia “il gioco” più che “l’azzardo” a mal conciliarsi con lo stato etico e totalitario. Per converso il divertimento del gioco d’azzardo può e deve essere salvato.
Al consumatore va la possibilità di documentarsi preventivamente sui costi ai quali va incontro. Quanto? I siti più seri lo indicano (fonte gamblers world info). Si va dai pochi centesimi per un colpo di slot ai 50 euro per un’ora di giocate a puntata minima di poker o roulette.
Anita Capa
press editor
anitacapa at gmail.com
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