La Terza Verità: paragoni sbagliati
Presentando la fiction “La terza verità”, molti giornalisti hanno sposato in toto il paragone con i casi di Cogne, Garlasco e Rignano Flaminio, fatto da Saccà. Saccà, infatti ha parlato di "relatività della verità in casi come quello id Cogne, Gerlasco e Rignano Flaminio". Ecco, io mi domando, cosa c’è di relativo in un bambino per il cui massacro è stata condannata la madre, una ragazza sul cui massacro le indagini proseguono, e un caso di bambini abusati su cui le indagini per accertare le responsabilità sono ancora in corso. Caso mai si potrebbe chiedere ai giornali perchè, invece di limitarsi ad informare il pubblico sull’evolversi delle vicende, si sono schierati da una parte o dall’altra, cambiando idea anche a distanza di pochi giorni. Alcuni giornalisti hanno”chiuso le indagini” ancor prima della magistratura assolvendo tutti. Per questo il paragone è sbagliato. Sarebbe stato più calzante quello con il caso di Una Bomber, con un unico indagato perchè possiede un taglierino compatibile con quello probabilmente usato dal delinquente detto UNA BOMBER. Ma per avere più audience, è stato necessario il paragone con “casi più freschi” e popolari. A monte, il guaio più grosso, è questo ossessivo garantismo a senso unico. Tanto i morti sono già morti, gli abusati sono già stati abusati, per cui i media si sentono in dovere di aiutare gli indagati a “sentirsi meno soli”.
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Wildgreta, ha un suo blog il cui indirizzo è Wildgreta.wordpress.com , là si trovano i suoi articoli.
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