Se agli inizi del Novecento il valore aggiunto di una casa era rappresentato dal bagno, l’acqua corrente, il riscaldamento, il gas e la luce elettrica, dopo qualche decennio divenne il telefono, il riscaldamento centralizzato, la radio, in seguito l’aria condizionata, l’isolamento acustico, il videocitofono, gli ascensori. Oggi il valore aggiunto di un immobile è dato dalla presenza di fibre ottiche, domani sarà invece l’ecologia.
È quanto rivela l’ultima indagine condotta dall’istituto Scenari Immobiliari, secondo il quale i vari elementi che contribuiscono al risparmio energetico possono portare ad una diminuzione dal 15 al 20% dei consumi domestici.
Di conseguenza, oggi la presenza di questi impianti può incidere sul valore complessivo dell’immobile dal 3 al 10%, una percentuale bassa vista la domanda ancora contenuta di immobili ecocompatibili. La presenza di sistemi per il risparmio energetico infatti non è ancora una priorità per gli italiani in cerca di una nuova abitazione, ma presto lo sarà. Al momento sono solo i giovani e i professionisti ad avere una maggiore conoscenza e sensibilità verso questi temi, soprattutto nel momento in cui decidono di acquistare un immobile. Nell’ultimo anno tuttavia, stando al parere dei costruttori, sono aumentate le richieste per le abitazioni munite di questi impianti, e di conseguenza il loro valore è iniziato a salire.
Nei prossimi cinque anni, nel settore residenziale, si prevede un ulteriore aumento della richiesta di case ecologiche, e quindi un maggiore plus valore di queste soluzioni, che si concretizzerà con un aumento delle quotazioni.
Nel Nord d’Italia, dove da anni si registra una particolare attenzione verso queste problematiche, la domanda per questo tipo di case crescerà più che altrove, con un aumento dei prezzi che toccherà il 22%.
Nelle regioni centrali invece l’incremento oscillerà tra il 7% e il 15%, mentre al sud tra il 4 e il 10%, poiché la domanda di abitazioni ecologiche è nettamente inferiore.